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La distruzione dello status quo nel mondo di ONE PIECE

Mi rendo conto che questo post avrei dovuto scriverlo su ONE PIECE MANIA, ma poiché sono un grandissimo egoista, oltre che un gigantesco vanitoso del cazzo, preferisco postarlo qui, sul vecchio blog, per resuscitarlo e dargli una parvenza di vitalità.
Contenti?
(come sarebbe a dire “NO”?”)
Ad ogni modo, gli ultimi capitoli di One Piece stanno offrendo a tutti noi lettori esattamente quello che ci aspettavamo: la saga di Whole Cake Island si sta per concludere, Goku e l’Universo 7 hanno vinto il Torneo del Potere, Rufy ha sconfitto Katakuri, Big Mom sta per ingozzarsi con la torta, il Germa e gli Uomini Pesce sono corsi in aiuto degli strawhats per dare loro manforte nell’ultima fuga.
Eppure, la cosa che mi ha interessato di più rimane il fatto che subdolamente (e aggiungerei uno schifosissimo “viscidamente”) Oda continua ad apporre pezzi all’enorme mosaico socio-politico del mondo di One Piece.
E cacchio cacchio, tomo tomo, piazza l’ennesimo colpo da maestro, nell’ultimissimo capitolo 899 di One Piece.
Non ve ne siete accorti anche voi?

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5 validi motivi per leggere My Hero Academia

Avevo già scritto un articolo su My Hero Academia. Due anni e mezzo fa. Su un blog che, purtroppo, causa tempo, non ho avuto più tempo e modo di gestire. Ed è un peccato, perché Buta’s Bookmark faceva la sua porca figura. Ad ogni modo, a distanza di quasi 3 anni, mi sono messo in pari con il manga di Horikoshi. Complice anche l’acquisto di tutti i volumetti (e sia chiaro: non li volevo comprare, la colpa è tutta di mia moglie che si è fissata con il cartone animato), ho fatto una scorpacciata di 150 capitoli in poco meno di una settimana.
Il video #totaletombale su My Hero Academia? Arriverà, promesso.
Magari il 4 novembre.
Per il momento però, meglio un articolo soft, sulla scia di alcuni fatti in passato su Bleach, Naruto e One Piece.
My Hero Academia è un fumetto meritevole? Sì.
Dovreste leggerlo? Sì.
Perché?
Eccovi ben 5 motivi validi per cui dovreste leggere My Hero Academia.
Pronti?

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5 serie tv per cui ho una scimmia grande come CAZZO FATEMELE VEDERE ORA!!!!

La serialità.
Croce e delizia di tutti noi. C’è questa strofa di una delle nuovi canzoni di Caparezza che in poche parole fotografa quello che siamo diventati quando parliamo di serie tv: “Delle sere chiuso per la serie culto, della serie: “Chiudo e siamo assieme, punto”.
Il fantomatico Binge Watching – ovvero quella pratica malsana di vedere una intera serie tv in una sola, unica tranche, a costo di non dormire – è uso comune, e tanto più una serie ci piace, tanto più il nostro hype e le nostre aspettative sono alte.
Ecco allora le 5 serie tv nel brevissimo periodo che non vedo proprio l’ora di vedere, per cui ho un hype che dire “gigantesco” è poco…e per cui la scimmia sulla spalla è talmente enorme che al confronto King Kong è un cucciolo di Pokèmon.
Pronti per le serie che proprio non vedo l’ora di guardare?

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ONE PIECE: Com'è cambiato il mercato dei manga (e come si è evoluto dalla pubblicazione del fumetto di Eiichiro Oda)?

Eiichiro Oda è uno dei mangaka più schivi in assoluto. Nonostante il suo manga sia già nella storia della nona arte anche solo per essere il fumetto singolo più venduto di tutti i tempi, si rifiuta di far vedere la sua faccia sino a quando non riterrà di essere diventato un mangaka – a suo dire – veramente grande.
Tuttavia, nonostante la sua indole timida, a causa del ventennale di One Piece ha dovuto partecipare a diversi eventi, e soprattutto, rilasciare una serie ininterrotta di interviste.
Per i fan più accaniti di One Piece, le nuove interviste di Eiichiro Oda sono senza dubbio una miniera d’oro di informazioni riguardanti il “backstage” del manga. Sentir parlare della genesi di alcuni personaggi, di come escono fuori determinate idee, di come l’Eiichiro-sensei mette in pratica diverse tecniche (e anche leggere alcune curiosità spicciole su abitudini, vezzi e manie “di tutti i giorni” riguardanti lui e il suo staff) è senza ombra di dubbio interessantissimo.
Tuttavia, quello che a me ha colpito maggiormente dalle interviste rilasciate da Oda è un altro aspetto.
Un aspetto che sembrerebbe marginale, ma che in realtà denota un epocale cambiamento all’interno dell’industria dei fumetti giapponesi, e di come sono cambiati i rapporti tra un autore di successo e la casa editrice per cui lavora.
Pronti a scoprire di cosa si tratta?

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IT - La recensione del nuovo film in anteprima (e senza spoiler)

Ci sono alcuni “mostri”, alcuni dei quali nati negli anni ’80, che sono entrati prepotentemente nell’immaginario collettivo, e ancora oggi, nonostante siano cinematograficamente dei “vecchietti”, sono adorati da milioni di persone.
Michael Myers, Jason e i Cenobiti di Hellraiser – tra cui spicca, su tutti, Pinhead – sono forse i più famosi.
E là, nella mia personale classifica, troneggia Freddy Krueger.
In questo pantheon mostruoso però, chi non mi ha mai fatto né caldo né freddo è Pennywise, il simpatico pagliaccio palloncinodotato reso celeberrimo da Tim Curry nella miniserie degli anni 90 di It, il cult dei cult di Stephen King.
E adesso It è tornato.
Al cinema.
Cioè, voi amyketty che state nel belpaese potrete iniziare a pensare di galleggiare solo tra un mese, ma qui a L’Ondra il film è uscito da un paio di settimane, e io sono andato a vederlo.
Più per curiosità che per amore nei confronti del mostro – o del romanzo di King (che come raccontavo in questo articolo, ho abbandonato intorno alla metà).
E com’è questo film?

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Quella volta che ho stroncato un fumetto (che poi è diventato bellissimo): Dada Adventure

Un paio di anni fa, il mio amyketto uanpisoso Re, mi dice che sta aiutando due baldi giovani in un progetto fumettistico che, a suo modo di vedere, avrebbe spakkato.
Immagina un fumetto che ha come stile di disegno un mix tra Toriyama e Oda”, mi racconta. “Si tratta di una sorta di shonen ma con una storia molto originale e decisamente occidentale. Ti andrebbe di leggerla e di far sapere agli autori cosa ne pensi?
Ora, c’è questa cosa che io non so perché la gente tenga tanto e si fidi del mio giudizio, ma non potevo MAI dire di no al Re.
Così mi presenta questi due baldi giovanotti, Leonardo Berghella e Alessandro Starace.
I due babbi di un webcomic che si chiama Dada Adventure.
E com’era, questo webcomic?

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5 cose che mi dispiacerebbe non vedere in caso di Guerra Nucleare

Ciccio-Kim e i suoi missili che solcano i cieli della Nippolandia…
Ciccio-Kim e i suoi test atomici che sbriciolano montagne della Corea…
Ciccio-Kim che accoglie a braccia aperte il Senatore Razzi.
Sì, insomma: la fine del mondo è vicina, la guerra nucleare è imminente e l’inverno radioattivo è ormai alle porte.
Tuttavia, prima di scorrazzare in lande desolate come un Mad Max qualunque, o dedicarci all’apprendimento di Hokuto (o Nanto, o Gento, a seconda dei vostri gusti marziali), mi sembrava quantomeno opportuno stilare una piccola lista di cose di cinque semplici cose che mi dispiacerebbe non vedere – o non portare a termine – in caso di imminente guerra atomica.
Pronti a fare il botto?

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Perchè è SACROSANTO bannare i rompicoglioni dai propri profili

Qualche giorno fa, per la primissima volta in dieci anni, Facebook ha bloccato il mio account per 24 ore.
Il motivo? Secondo gli amyketty di Zuckerberg avrei scritto un post che violava le norme comportamentali del social network più utilizzato della Via Lattea.
Il post in questione era in realtà un attacco al manifesto xenofobo-razzista utilizzato da Forza Nuova (e ripreso paro paro dalla propaganda fascista degli anni ’40). Ma evidentemente agli amyketty di Zuckerberg (o a qualche zelante camerata dal click facile che ha segnalato la mia personalissima critica) la cosa non andava bene e hanno provveduto alla cancellazione e al mio blocco temporaneo.
Poco male.
Ci può stare.
Amici come prima.
A questo punto però le cose sono diventate interessanti.
Perché, per ribadire per la ventordicesima volta quello che sanno tutti, facendo mie le immortali parole del Marco Pagot nazionale, un troll mai visto sulla mia pagina mi scrive tra i commenti che sono il primo fascista del web, perché banno tutti quelli che commentano in maniera critica e non la pensano come me.
Dopo averlo ovviamente bannato (così da dargli pienamente ragione), mi sembrava doveroso scrivere due righe al riguardo, dimostrando non solo perché un commento del genere sia una cagata pazzesca, ma anche (e soprattutto) per chiarire definitivamente perché è giusto e sacrosanto bannare tutti quelli che, di punto in bianco, vengono a rompere le palle sui nostri profili.
Pronti?

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ONE PIECE: Perchè Mother Carmel È Bonney (e non è assurdo pensarla così)?

Sapete quando dovete fare un video su Youtube a tema One Piece (o dovete scriverci un articolo) e dovete soppesare ogni singola parola perché ogni singola parola sarà passata al vaglio da migliaia di persone?
Forse no.
Tuttavia, per me, ogni volta che devo registrare un video su One Piece (o scriverci un articolo), è una sfida.
Di che cosa parlo? Di che cosa non parlo? Cosa dico? Cosa NON dico?
Ma soprattutto: COME lo dico?

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Lo ONE PIECE TOUR inizia ufficialmente ADESSO

Tipo “Chiuso per viaggio in Giappone”.
Ci ribecchiamo ufficialmente sul blog dal 5 giugno.
Ma può essere che possa scrivere qualche post da Tokyo, se la connessione regge (cioè tecnicamente vado nella città più tecnologica del mondo, non in Burundi, in Mozambico o a Napoli).
Quindi tenete d'occhio "Il Viagra della Mente".
Se però volete seguire il viaggio, potete tenere d’occhio la pagina facebook QUA, il mio Instagram QUI e per cose esclusive #fichissime il mio Telegram QUA.
Lo ONE PIECE TOUR comincia ufficialmente adesso.
SAYONARA!

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1001 Fumetti che DEVI assolutamente leggere prima di schiattare (e non solo)

Paul Gravett è un simpatico signore di mezza età che ha scritto per i più importanti giornali e periodici inglesi. Inoltre è uno dei più importanti #massimiesperti della critica del mondo dei fumetti. Ha scritto diversi saggi, tra cui l’imprescindibile (per chiunque voglia parlare di fumetti giappici con un minimo di cognizione di causa*) Manga: Sixty Years of Japanese Comics.
E nel 2011 gli viene l’idea di creare una sorta di vademecum in cui riunire alcune letture di fumetti fondamentali provenienti da ogni parte del mondo.
A questo scopo riunisce un team di #massimiesperti, per vagliare quali sono i fumetti (davvero) imprescindibili per ogni lettore.
Il risultato?
1001 fumetti da leggere prima di morire.
E com’è sto mattone, che al confronto la Bibbia sembra un inserto scialbo di Repubblica?

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ONE PIECE REPORT - Capitolo 865: Anatomia di un capitolo

Come già detto più di una volta, io i capitoli di One Piece "di questo tipo" li soffro tantissimo.
E per due ragioni.
La prima è che, essendo capitoli di azione #totaletombale, non mi danno la possibilità di fare approfondimenti di sorta da nessun punto di vista.
La seconda è che nella discussione (o nella critica, o nell'approfondimento - fate un po' voi) del capitolo, non voglio lanciarmi nelle ipotesi più sfrenate, senza avere uno straccio di supporto garantito dalla storia.
Per quello c'è "L'angolo delle Illazioni", che come dice il nome, sono "illazioni". Non sono discussioni.
Per me, la discussione "seria" (virgolette d'obbligo) riguardante One Piece esula totalmente da speculazioni gratuite.
Ad ogni modo, come potevo sfangarla ancora una volta, visti i vincoli così stringenti sul capitolo?
Facendo una cosa che non avevo ancora fatto.
Un'analisi #totaletombale dal punto di vista tecnico.
Come nasce un capitolo di One Piece? Quali sono i mezzi grafici e narrativi utilizzati da Oda per comporre il mosaico del capitolo settimanale?

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Perchè il finale di Naruto non è un finale brutto

Sono passati quasi tre anni dal finale di Naruto, e nonostante il reiterato successo interplanetario, vari sequel, OAV, spinoff e manga sul figlio, non si placano le polemiche sulla decadenza del manga di Kishimoto, reo di aver rovinato quello che, fino a metà, era senza ombra di dubbio uno dei migliori manga dei primi anni 2000.
La domanda che mi sono fatto io, soprattutto alla luce del video sui 5 shonen coi finali demmerda (e dei commentatori, che si sono stupiti di non trovarlo in classifica) è stata: ma il finale di Naruto è davvero così brutto?

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FLOP 5: I 5 Shonen coi Finali più #Demmerda della Storia dei Manga

Ritorniamo a scrivere idiozie sul blog, ma soprattutto a proporre video brutti a tema fumetti.
Pensavo da tempo a un video del genere: i 5 Shonen coi finali che (secondo me) sono i più brutti in assoluto. La Storia del Manga infatti è piena di gran bei fumetti che deludono le aspettative dei lettori con finali non all'altezza, perciò mi sono chiesto quali sono, secondo me, i 5 più insopportabili.
E' uscita fuori una "classifica" che in realtà cela delle scelte editoriali ben precise, per ciò che riguarda i finali...
Non ci credete?
Allora guardate il video.
Pronti?

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ONE PIECE: Realtà e Illusione al Tea Party di Big Mom

Facciamo un esperimento nell’esperimento, ok?
Il capitolo 862 di One Piece è online nella sua “aScrocco version” da ieri, quindi immagino l’abbiate letto tutti. Sono sicuro che avrete fatto i peggiori pipponi mentali su Dogtooth Katakuri vs Sanji, che abbiate esclamato “WOOOOW” con Rufy che esce dalla Torta di Big Mom come un Naruto qualunque, e che magari non vi sia andato giù il modo in cui Charlotte viene “sconfitta” dal nostro cuoco preferito, perché Oda l’ha fatta facile e blablabla.
Giusto?

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YouTube è un lavoro (vero)(?)

Partiamo da un fumetto, ok?
Un lavoro vero, di Alberto Madrigal. Che è uno dei miei preferiti in assoluto – dove per assoluto intendo un piazzamento nella mia personale top 10 #totaletombale mista tra manga, comics, fumetti, bande dessinèee, graphic novels -.
Un lavoro vero è la storia di questo giovanotto che coltiva il sogno di fare un fumetto, presentarlo ad Angouleme e pubblicarlo. Solo che quando dice ad amici e familiari che fa fumetti, il giovanotto si sente dire che forse – forse – è meglio se si cerca un lavoro vero. Perché fare fumetti – quindi provare a campare con la propria passione - non equivale a lavorare.
Immagino che molti di voi la pensano così.
Vero?

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Il finale di One Piece: altre 4 cose che mi piacerebbe vedere

Il finale di One Piece.
Stando alle dichiarazioni rispettivamente degli editor di Oda e dello stesso Eiichiro-sensei, One Piece è arrivato prima all’80%. Poi al 75%. Poi al 70%.
Insomma, il finale di One Piece non lo vedremo mai – o lo vedremo in una età molto avanzata -, per il semplice motivo che il finale del manga più venduto della storia dei fumetti sembra essere come quella del Conte di Montecristo, che più vai avanti nella lettura e più la storia diventa così intricata che il finale sembra allontanarsi sempre di più.
Eppure un giorno Eiichiro Oda metterà la parola Fine accanto a One Piece.
E, secondo quello che dice lui, il finale sarà altamente figo.
La domanda, tuttavia, rimane: Quando finisce One Piece?
E quando sarà, cosa vedremo?
Qualche giorno fa ho pubblicato sul mio canale YouTube sommobuta un video: 4 cose che mi piacerebbe leggere durante il finale di One Piece.
Solo che mi sono reso conto che non erano proprio “tutte le cose” che mi piacerebbe vedere.
Ecco quindi un “Round 2”: quali sono le altre cose che mi piacerebbe vedere alla fine di One Piece.
Pronti?

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5 regali nerd COSTOSISSIMI che mi piacerebbe ricevere per il mio matrimonio

Tra 26 giorni mi aspetta una di quelle date da cui non si torna indietro, chè il matrimonio è per la vita e blablabla.
Ok, c’è sempre quella simpatica opzione chiamata “divorzio” nel caso in cui le cose non dovessero andare proprio bene, opzione che però nel mio vocabolario non è contemplata.
Pertanto, come dice il Joker ne Il Cavaliere Oscuro: “There’s no Going Back”.
In genere, nei circoli illuminati dei futuri sposi, esistono lizze di nozze o cose simili.
Ma poiché io sono un nerd…come posso esimermi dall’esprimere desideri da nerd?
Ecco quindi i 5 costosissimi (e INUTILISSIMI) regali nerd che mi piacerebbe ricevere per il mio matrimonio – ma che nessuno mi farà perché sono ultra-costosi.
Pronti?

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ONE PIECE: I legami nel mondo dei pirati del manga di Eiichiro Oda

Oh, no tranquilli!
Non sono sparito.
Ho solo preso qualche giorno extra per organizzarmi su un progetto che mi sta portando via un bel po’ del mio tempo in fase di preparazione (e di cui è ancora un po’ troppo presto per parlarne).
Ad ogni modo da lunedì ritorniamo col trittico articolesco “lunedì-mercoledì-venerdì” in forma stabile e fissa fino alla fine dei vostri giorni.
Non dei miei.
Io sono immortale.
Per il momento però…eccoci con un nuovo video butico.
A tema One Piece.
Contenti?

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Perchè Iron Fist (ci) fa cagare

C’è questa moda di dire che tutto fa schifo, quindi per una volta mi unisco al coro dei negativisti e sì, anche il nuovo serial Netflix Marvel su Iron Fist fa cagare.
Perché anche se è bello, divertente e intrattiene, Iron Fist fa cagare.
Non c’è soluzione di continuità: pure se il telefilm ci è piaciuto, dobbiamo dire che fa schifo.
Perché se una cosa è bella, non attira. Se invece è brutta, ne parlano tutti, perché è più divertente demolire che costruire.
E poi vuoi mettere il titolo PALESEMENTE clickbait che fa fare views?
Per cui continuo – così ANCHE Google mi vuole bene: Iron Fist fa schifo.
Anzi no: Iron Fist fa cagare.
Così mi becco la views anche da chi cerca Iron Fist è brutto – oltre che quelli che cercheranno Iron Fist fa cagare.
Giusto?

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