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Libri usati? Fuck Yeah!

Ieri ho comprato i primi due libri dell'anno.
L.A. Confidential di James Ellroy e Il Camorrista, di Giuseppe Marrazzo.
Entrambi usati, scovati su una bella bancarella piena zeppa di volumi invitanti.
Costo complessivo dell'operazione: 2 euro.

Sono stati anche i primi libri che ho comprato quest'anno. L'anno scorso ne ho comperati solo 4. Gli altri libri, mi sono stati regalati tutti da Deborah (anche se, lo sapete, la maggior parte delle letture l'ho fatta sull'eReader).

L.A. Confidential e Il Camorrista sono entrambi in condizioni molto buone.
Il primo è un'edizione del 2005, cartonata. Ha le pagine un pochetto ingiallite e l'angolo inferiore della copertina giusto un po' sbucciato. Ma tant'è.

Il secondo, invece, è in condizioni pressochè perfette. Ed è una prima edizione. Mi sono meravigliato pure io, sinceramente. Sono stato più e più volte sul punto di comprarlo in libreria, poi per un motivo o per un altro desistevo sempre. Ho fatto bene ad aspettare.
Prima edizione, ad 1 euro.
Un affare.

Coi libri usati ho sempre avuto un rapporto di odio/amore.
Molto spesso, sulle bancarelle, si trovano o ottimi libri, o prodotti "dozzinali".
Devo dire che questa volta sono stato fortunato: ottima bancarella, ottimi libri.

E voi? Acquistate mai libri (o fumetti, o film) su bancarelle dell'usato? E avete mai scoperto delle vere e proprie "perle"?

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Il peggior videogame mai creato: Gioventù Ribelle

Gioventù Ribelle.
A detta di tutti doveva essere "il videogame dell'anno", quello che avrebbe dovuto far spalancare la bocca per l'incredulità ai videogiocatori di tutto il mondo, la perla italiana del mondo videoludico, un prodotto tanto eccelso da essere addirittura utilizzato per commemorare i 150 dell'Unità d'Italia.

In effetti, è stato il videogioco dell'anno: il peggior videogioco dell'anno.
Fa spalancare la bocca per l'incredulità ai videogiocatori di tutto il mondo, che non riescono a fare a meno di domandarsi come sia stato possibile sviluppare una merda (scusate il francesismo) come quella.
Altro che prodotto eccelso! E' un prodotto di (uhm, merda l'ho già detto, vero?)...

Il gioco sarebbe dovuto essere il fiore all'occhiello e la punta di diamante dei programmatori di videogames in Italia. Era stato decantato come il vanto della produzione italiana, che avrebbe presto fatto faville in tutto il mondo.

Il problema è che il "gioco" fa acqua da tutte le parti.
Il motore grafico è vecchio, la grafica stessa è antidiluviana, le textures sono obsolete e il gioco ha così tanti difetti e così tanti bug che la domanda che ronza in tesa mentre lo si gioca è: "Perchè mi sto facendo così del male?"

Il bello (o il brutto) è che in giro per il mondo, nei siti e nei forum specializzati, ci stanno prendendo per il culo per questo obbrobrio.
Soprattutto perchè si è scoperto che Gioventù Ribelle,

[...]Un progetto nato per affermare il Made in Italy nel mercato videoludico mondiale. (cit)

"Un videogioco 3D di nuova generazione*, realizzato dai migliori game designer italiani." (cit.)

"Un’opera che può dimostrare che un gioco italiano può competere coi grandi titoli internazionali*, realizzata a costo zero."(cit.)

altro non è che una tesi di laurea di 8 ragazzi, realizzata in circa due settimane...

Ma sapete che vi dico?
Lascio direttamente la parola a Gioventù Ribelle, che potete scaricare (se lo volete), QUI.
Tra l'altro, sapete fino a qualche tempo fa cosa c'era scritto sul bottoncino al posto di "Scarica il gioco"?
DAWNLOAD

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La Foto della Settimana: Le "misure" contano

Clicca sull'immagine per ingrandirla
Perchè le misure contano.
Forse...

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Ipocrisia

Sapete cos'è essere ipocriti?
Essere preoccupati e piangere per le disgrazie giapponesi, per poi fottersene altamente dei "poveri cristi" che dalla Libia (ovvero qui, dietro l'angolo), dopo una catastrofe umanitaria, arrivano dalle nostre parti.
Se c'arrivano, dato che li respingono.
Sinceramente, sono molto schifato.

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17 Marzo 1861 - 17 Marzo 2011

Sono il primo che sa che l'Italia è tutto tranne che "unita", ma francamente, preferisco essere italiano piuttosto che "solo" savoiardo, papalino, borbonico, filo-austriaco...o peggio ancora, leghista.
Oggi festeggio il 150° Anniversario dell'Unità d'Italia, perchè festeggiare significa anche ricordare quella che è (ed è stata) la Storia del nostro Paese.
La Storia, e la Memoria, sono quanto di più importante ha un popolo.
Vediamo di non dimenticarcelo mai.
- a differenza dei cialtroni del video postato qui sopra, che sono tra i tanti motivi per cui uno si potrebbe vergognare di essere italiano -

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L'Italia è un paese strano

L'Italia è un paese strano.
E' sempre stato un paese dove tutto va alla rovescia.
Un paese dov'è nata prima la lingua, e poi la nazione.
Un paese dov'è nata prima la cultura, e poi la nazione.
Un paese che si è unificato senza una rivoluzione partita dal basso.
Un paese diventanto indipendente nonostante abbia perso tutte le guerre di indipendenza.
Un paese che elogia in qualità di artefici dell'unità ed eroi nazionali un guerrafondaio, un terrorista, e uno che pensava solo agli interessi specifici del suo territorio di provenienza.

Ammetto che ho sempre guardato con una punta di ammirazione e rispetto "l'espressione geografica" che ha partorito un impero che ha gettato le basi fondanti della nostra civiltà, che ha insegnato e prodotto arte durante e (soprattutto) dopo "i secoli bui" del Medioevo, e che ha sfornato le migliori menti pensanti dell'Occidente.
Ammetto però che non so se mi piace l'Italia com'è adesso.
Anche perchè non so se quella di adesso è a tutti gli effetti "Italia".

Da questo punto di vista sono in completo accordo con Gaber.
Io non mi sento italiano. Ma per fortuna (o purtroppo) lo sono.

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La foto della Settimana: Unità d'Italia

Il popolo "verdano" smania per la separazione dall'Italia che dilania... (cit.)

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Garibaldi, che hai fatto!

Mi piaceva l'idea, in questa settimana che ci porterà nel bene o nel male a festeggiare il 150° anniversario dell'unità della nostra beneamata patria, di dedicare qualche post (serio e faceto, naturalmente) al nostro Paese e alla nostra Unità.

Frasi controverse sul nostro Paese ne sono state dette a iosa.
"L'Italia è un'espressione geografica".
"Fatta l'Italia, bisogna fare gli italiani".

Frasi che, nel bene o nel male, rispecchiano la nostra nazione.
Se è vero che l'Italia è unita sotto la bandiera tricolore una volta ogni quattro anni grazie ai Mondiali di calcio (diciamo pure due buttandoci dentro anche gli Europei), è anche vero che il nostro è un paese (ancora) profondamente diviso, dove la massima di Churchill "L'Italia perde partite di calcio come fossero guerre, e guerre come fossero partite di calcio" è sempre attuale.

Viene da pensare che Totò, nel video postato, non avesse poi torto.
Garibaldi, che hai fatto!

Soprattutto tenendo conto che il Piemonte ha intrapreso una guerra unitaria per interessi economici, e i tre "grandi eroi risorgimentali" Garibaldi, Cavour e Mazzini si schifavano l'uno con l'altro.

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Ritorno a Fifa (11)

Sono passati ben 11 anni da quando ho lasciato il "brand" Fifa per diventare un seguace fedele del calcio videoludico targato Konami.
Winning Eleven 4, Iss Pro Evolution Soccer 1 e 2, tutta la serie di Pro Evolution Soccer dall'1 fino al 2010. La serie dei "Pes" è legata a bellissimi ricordi, momenti che hanno segnato tutta la mia l'adolescenza (ricordo giornate intere a casa a giocare con gli amici col multitap in estenuanti partite 4vs4, i tornei, i pomeriggi passati ad allenarsi, le domeniche con "Catersport" in sottofondo per aggiornare i punteggi del fantacalcio) e l'inizio dell'età adulta.
Il calcio di casa Konami era "diverso", non era un arcade come quello che proponeva Fifa, ma una vera e propria "simulazione" di una partita.

Fino agli ultimi anni.

Sapevo che EA Sports aveva pian piano colmato il gap che lo separava da Konami. Sapevo addirittura che l'aveva raggiunta ed eguagliata. Non pensavo invece che sarebbe riuscito a superarla in modo così schiacciante.
Merito del fatto che il team che prima lavorava ai PES in casa Konami si sia trasferito in massa all EA Sports per sviluppare i vari Fifa?
Forse.
Sta di fatto che Fifa 11 è quello che cercavo da due anni a questa parte nei titoli Konami e che invece non ho mai trovato. Realismo e simulazione calcistica, il tutto imbastito da una grafica eccellente e da una giocabilità da manuale.

Certo, giocandoci da pochi giorni ancora non sono riuscito ad abituarmi del tutto alla disposizione differente dei tasti sul joypad, ma ci sto lavorando.

Fifa 11.
Chi l'avrebbe mai detto che sarei ritornato all'ovile?
Se i PES sono stati i simulatori calcistici dell'adolescenza, i Fifa sono quelli che mi hanno cresciuto e pasciuto quand'ero bambino. Ricordo perfettamente tutto il filone di quelli degli anni '90, su cui spiccava il superbo e mai eguagliato "Fifa '98 - Road to World Cup".

Adesso si "ritorna al futuro".
Anzi, si ritorna a Fifa 11.

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Top 5: Telefilm

Dopo la mia personale Top 5 sui film, quella dei telefilm era d'obbligo, no?
Ovviamente, come tutte le precedenti Top 5, anche questa non ha assolutamente pretese oggettive e rispecchia le mie preferenze personali in materia telefilmica.

5° Posto: Boris
Una serie tv sul come si fa una serie tv in Italia. Geniale!
Se poi la serie tv in questione (prima "Occhi del Cuore 2", poi "Medical Dimension") è il peggio del peggio, è ancora meglio. Tra attrici cagne, divi che si credono padreterni scesi in terra, registi di talento decaduti, sceneggiatori sfaticati e stagisti schiavizzati, il divertimento è assicurato!
E poi il 1° Aprile esce pure il film!

4° Posto: L'ispettore Coliandro
Il braccio maldestro della legge.
Ignorante, cazzoncello, xenofobo, razzista, "fanboy" di tutti gli action movie possibili e immaginabili., colui che incarna il meglio del peggio del prototipo del poliziotto americano stereotipato. Questo e altro ancora è l'ispettore Coliandro. Un combinaguai in divisa, sempre pronto a mettersi in ridicolo intralciando le indagini canoniche della polizia.
Un combinaguai dal cuore d'oro, però.
Bestiale!

3° Posto: Lost
Le persone, su Lost, sono sempre divise a metà. Da una parte c'è chi lo definisce "capolavoro punto e basta", dall'altra c'è chi lo ritiene "merda punto e basta".
Non voglio nemmeno alimentare sterili polemiche tra quanti osannano il finale "geniale" e quanti credono sia stata un'enorme presa per il culo.
Oggettivamente e a livello logico Lost ha dei buchi di narrazione grandi come una cattedrale.
Però che tipo di narrazione, ragazzi! Ad avercene un ritmo sempre pieno, sempre serrato, sempre incalzante.
Lost mi piace soprattutto per questo: perchè ha un tipo di narrazione superbo.

2° Posto: Romanzo Criminale
La dimostrazione lampante di come a casa nostra, se si investe in un prodotto di qualità, si può fare qualcosa di qualitativamente eccelso (tanto da essere riconosciuto in tutto il mondo, America compresa).
Le due stagioni tratte dal romanzo di De Cataldo sono eccellenti, e per quanto in certi punti divergano (anche in maniera piuttosto radicale) dal romanzo, il risultato e la serie rimangono sempre su livelli altissimi e ne guadagnano in suspence.
Capolavoro.

1° Posto: Doctor Who
Ci sarà un motivo se è la serie di fantascienza più longeva del mondo, no?
E il motivo qual è? Un personaggio estremamente carismatico (Il Dottore), capace di muoversi attraverso lo spazio/tempo grazie alla sua navicella spaziale (il Tardis), che a causa di un guasto ha perso la capacità di mimetizzarsi con l'ambiente circostante ed è rimasta "bloccata" nella forma di una cabina telefonica della polizia londinese degli anni '60.
Scienza, fantascienza, storia, fantastoria, filosofia, viaggi nel tempo, paradossi spazio/temporali, ucronie, distopie, nemici epici, alieni strampalati, compagne romantiche, uomini immortali, personaggi indimenticabili. Tutto questo e altro ancora troverete in Doctor Who.
Che altro si può desiderare da un telefilm?

E voi? 

Quali sono i vostri telefilm preferiti?
Fuori Classifica: Dexter, Heroes (solo la prima stagione), Kings, Super Vicky, Prison Break.
Da Recuperare: Battlestar Galactica, Fringe, I Soprano.

Ps: tre telefilm italiani nella mia top 5, alla faccia di chi dice che qui non sappiamo produrre roba buona.

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