Spesso, quando pubblico i
Report dei capitoli spoiler di
One Piece su Youtube, trovandomi nella necessità di fare esempi che contengano paragoni con l'opera di Oda, parlo di
Naruto e
Bleach.
Innanzi tutto qualcuno potrebbe chiedermi: perché li tiri in ballo?
La risposta è semplice: li tiro in ballo perché assieme a One Piece, Naruto e Bleach sono i manga di punta di Jump, quelli maggiormente conosciuti e quelli che riscuotono il maggior successo.
Detto questo. Perché dico che Naruto è decaduto, e Bleach è diventato una
schifezza? Perchè non mi piacciono? O quanto meno, perché non mi piacciono più?
Non mi piacciono più perché a mio avviso, tanto Kishimoto, quanto Kubo, sono venuti meno a quel patto che un autore, quando comincia un’opera (sia essa un fumetto, un film, un telefilm o un libro), è tenuto a rispettare, rifilandoci un prodotto involuto, abbozzato e divenuto scadente.
Ma andiamo con ordine.
Perché Naruto mi piaceva: perché era a tutti gli effetti un buon manga. Anzi, ribadisco: è a tutti gli effetti un buon manga, almeno fino al numero 27. Dal numero 28 invece comincia una caduta di tono e di stile paurosa, arrivando ad avere un vero e proprio collasso verticale.
Naruto era uno shonen fresco, bello, a tratti anche intelligente, che aveva trovate narrative niente male (il mondo dei ninja e la loro organizzazione), sottotrame interessanti (su tutte, quella di Orochimaru e dei tre ninja supremi), ma soprattutto, che aveva nei suoi personaggi – e in particolar modo, in quelli secondari - la sua “forza portante” (perdonatemi l’orribile gioco di parole che chi segue il manga capirà sicuramente).
I personaggi di Naruto, tanti e variegati, erano sviluppati tutti in maniera pressoché perfetta e credibile, sia dal punto di vista strettamente grafico, sia dal punto di vista psicologico.
Davvero, erano uno meglio dell’altro.
Il bello di Naruto era dato dal fatto che era circondato da un sacco di bei personaggi, i quali partecipavano attivamente allo svolgersi della storia (pensiamo ai vari Shikamaru, Neiji, Rock Lee, Kiba, Gaara e via dicendo) e che non erano mai né piatti né banali, ma anzi, profondi, diversi e sfaccettati.
Senza contare che anche gli scontri avevano sempre una sfaccettatura complessa e non erano mai autoreferenziali. Anzi, erano davvero tutti ben fatti e belli profondi. Insomma, avevano un loro perché.
Senza andare a scomodare scontri epici come quello del terzo Hokage contro Orochimaru, o quello dei tre ninja supremi, mi piace ricordare che, per quanto mi riguarda, lo scontro finale tra Naruto e Sasuke, è uno degli scontri più belli, più toccanti, più significativi e anche dal punto di vista “psicologico”, più riusciti, che io abbia mai letto all’interno di un manga.
Il dopo però è sconfortante. Sin dalle prime battute, lo Shippuuden di Naruto è una noia mortale. I personaggi secondari, tranne qualche fugace apparizione, sono scomparsi del tutto. Il manga vive di una dialettica Naruto/Sasuke noiosa, dove ormai entrambi sono diventati improvvisamente dei padreterni che sconfiggono personaggi reputati padreterni imbattibili il numero precedente.
Secondo me si è persa quella freschezza, quella genuinità e anche quel lavoro psicologico che Kishimoto operava sui suoi personaggi, e si lascia spazio solo alla componente dell’azione, che rende il tutto piatto e banale.
Ecco perché Naruto non mi piace più.
Anzi, approfitto di questo post per ribadire che se qualcuno di voi è interessato ad acquistarlo, io me lo vendo con piacere. Se siete interessati, contattatemi in privato.
E ora passiamo a Bleach.
Continua a farti del male...