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Ucronie Impure: Buta in finale!

In genere non parlo mai di queste cose, tranne a pochi - sparuti - eletti. Di tanto in tanto (per la cronaca: tra un'era geologica e l'altra) mi piace scribacchiare qualcosa, e al concorso Ucronie Impure ideato da quel geniaccio di Alex Girola non ho saputo dire di no.

Oggi sono stati comunicati i finalisti del concorso.
Ebbene, ci sono anch'io.


Un piccolo passo per l'Ucronia, ma un grande balzo per il Buta.

Soprattutto perchè...uhm, beh, magari di questo ne parliamo un'altra volta. ^_^

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La foto della settimana: Un consiglio al nostro Premier

Un consiglio al nostro premier...

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Senza Pc? Esticazzi!

Pc scassato.
Scassamento di *biiiiiiiiiiiiip*

Immagino che voi, quotidiani usufruitori de "Il viagra della mente" abbiata pianto amaramente durante questa mia assenza settimanale.

In verità, però, restare senza pc non è (stata) poi tutta questa tragedia. Quel paio d'ore serali che "dedicavo" alla navigazione e affini, l'ho impiegata per altro. Ho avuto modo di vedere qualche filmetto in più (tralasciando il bellissimo Hereafter visto al cinema), mi sono "scolato" Vallanzasca, La Passione, Kick Ass, Reign Over Me, e un paio di filmetti acchiappati su Rai Movie (uno dei pochi canali del digitale merdestre che vale, assieme a Rai Premium e a Cielo) davvero niente male.

Ho avuto un po' più tempo per la lettura. Ho finalmente cominciato The Sandman, di Gaiman, e mi sono gustato tutto in una botta Pluto, di Urasawa (a breve, un bel post). Senza contare che ho divorato Il cimitero di Praga e La scoperta di Troia, di Schliemann.

Devo dirvi la verità. 
La serata senza pc è un toccasana. 
Ho riscoperto "cose dimenticate". E d'ora in poi, il pc, di sera, lo terrò sempre spento.

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Northlanders - Il ritorno di Sven

980 d.C.
Il giovane Sven è uno dei variaghi più temuti attualmente in circolazione. Durante un arrembaggio a una nave normanna, viene a sapere che suo padre, il legittimo re delle Orcadi, è stato detronizzato dal fratello, suo zio Gorm, derubandolo di fatto non solo del governo isolano, ma anche di tutta l'eredità
Sven decide così di ritornare nella sua terra natale per reclamare i suoi diritti, "fare giustizia" uccidendo l'usurpatore, e lasciarsi per sempre alle spalle le Orcadi, per tornare infine a solcare i mari del sud e riabracciare la sua donna.
Ma non sarà così semplice...
E nulla andrà per il verso giusto.

Brian Woods e Domenico Gianfelice, in questo primo volume autoconclusivo, sono riusciti a confezionare una storia che, partendo da uno dei clichè più (ab)usati dalla narrativa (l'eroe detronizzato che torna per fare giustizia), riesce a tenere incollato il lettore grazie all'evolversi inaspettato della faccenda, all'evoluzione del personaggio principale, e alla buonissima caratterizzazione dei personaggi secondari.

I disegni di Gianfelice sono molto buoni, mentre la storia di Woods sta molto attenta a tratteggiare il mondo vichingo nella sua "epicità" e nel suo realismo. Le Orcadi sono un posto duro, dove d'estate i guerrieri partono per razziare e depredare città e villaggi presenti sulle coste, e d'inverno non si può fare altro che resistere, poichè tutto è ricoperto dalla neve e dominato dal gelo.

Importantissimo soprattutto il lato mistico/religioso. Se da un lato Sven si caratterizza per il fatto di "non credere a nessuna di quelle stronzate", e di essere così un ateo assoluto (pur arrivando alla fine a rispettare i valori religiosi di compagni e avversari, e a seguire un corvo, che sembra essere a tutti gli effetti il suo "spirito ombra"), lo zio Gorm è uno di quelli ossessionati dai segni, dalle divinità e dai riti religiosi. Prima di prendere una decisione consulta sempre lo sciamano, ha fondato il suo potere sulla paura e sulla superstizione, e non fa mai nulla prima di essersi assicurato che le sue azioni non abbiano l'effetto di inimicarsi un dio.

E' un buonissimo volume, questo Northlanders.
Assieme a Vinland Saga fa tornare in auge e in tutto il suo splendore il mondo vichingo.
Consigliatissimo agli amanti del genere.

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C'era una volta un Premier...

C'era una volta un Premier,
che comandava anche Mimùn!
Era famoso, e danaroso,
...ma oggi ha fatto bùm!

Ora se la spassa ad Arcore
col Bunga Bunga qua e là!
Non sa cosa fare
tira un po' a campare
Ma qualche cosa inventeràààààà!

Ma chi c'è?
E' dietro di te!
Non c'è più tempo...
Forse lo arresterraaaaaan!

Forza! Silvio,
sì, sei sballato!
Silvio!
Ti sei rincitrullito!
Silvio!
Non sei più uno show!
Te ne devi andare viaaaaaa!
Oh no! Silvio!
Ma che combinaguaaaaai!

Ora che fai? Se te ne vai?
Presto una cella speciale tu avrai!
Ma per salvarti ti dai da far!
E sol perchè ti chiami Silvio!
Silvio! Silvio! Silvio! Silvio!
Sei proprio tu...
Sei proprio tu...
Sei proprio tu...
Sei proprio un pappoooooon!

- ok, prometto che non ne parlo più -

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Il vero nuovo videomessaggio di Berlusconi


Lo so, avevo detto che non ne avrei parlato.
Ma non sono riuscito a trattenermi, e ho dovuto montare al volo questo breve video. Enjoy!

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Io e Te - Niccolò Ammaniti

Barricato in cantina per trascorrere di nascosto da tutti la sua settimana bianca, Lorenzo, un quattordicenne introverso e un po' nevrotico, si prepara a vivere il suo sogno solipsistico di felicità: niente conflitti, niente fastidiosi compagni di scuola, niente commedie e finzioni.
Il mondo con le sue regole incomprensibili fuori della porta e lui stravaccato su un divano, circondato di Coca-Cola, scatolette di tonno e romanzi horror.
Sarà Olivia, che piomba all'improvviso nel bunker con la sua ruvida e cagionevole vitalità, a far varcare a Lorenzo la linea d'ombra, a fargli gettare la maschera di adolescente difficile e accettare il gioco caotico della vita là fuori.
Con questo racconto di formazione Ammaniti aggiunge un nuovo, lancinante scorcio a quel paesaggio dell'adolescenza di cui è impareggiabile ritrattista. E ci dà con Olivia una figura femminile di fugace e struggente bellezza.
(dalla quarta di copertina del libro)

Con questo racconto di formazione, Ammaniti concilia il sonno dopo un'ora e mezza scarsa (circa) di lettura. Proprio qualche giorno fa, in questo post, mi ero lamentato del fatto che da noi, a parte qualche sporadica eccezione, non ci sono autori che puntano ad una narrazione che distragga e diverta, ma solo autori che prediligono storie "familiari" trite e ritrite.

Io e te di Ammaniti non fa eccezione.
Non avevo mai letto nulla di questo autore, ma le trasposizioni cinematografiche dei suoi scritti non mi avevano mai impressionato.
E allora - vi chiederete voi - perchè l'ho letto?
Per due motivi.
1)- Il libro stava diventando un'ossessione. Me lo sono ritrovato dovunque nel giro di una settimana. Da Feltrinelli, in mano ad una signora seduta accanto a me in metropolitana, sullo scaffale di un supermercato, in fumetteria. E in eBook su un paio di siti internet.
2)- La brevità dello scritto - il libro si legge, come ho già scritto, in un'ora e mezza circa.

Naturalmente l'ho scaricato aggratis da uno dei siti di cui sopra. Perchè, dovete sapere, che questo beneamato volume, se acquistato, vi costa la bellezza di 10 euro.
10 euro di lettura di nulla, dove, a lettura ultimata, non ti rimane niente, se non il portafoglio vuoto - per chi ha avuto l'ardire di spenderci dei soldi, beninteso.

Il racconto è tutto "raccontato". Non ci sono momenti di tensione, non ci sono momenti in cui si empatizza o si simpatizza col protagonista, non ci sono momenti topici, e non ci sono personaggi memorabili.
Il "nulla" regna sovrano e incontrastato.
Soprattutto, si intuisce la fine del racconto già a metà.

Impalpabile.

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La foto della settimana: Latin Lover(s)

Tanto in questi giorni siamo "a tema", eh!
Ps: se qualcuno di voi si aspetta qualche commento sulla situazione "politica", rimarrà deluso. Per il momento ho chiuso con certi argomenti. Per ulteriori approfondimenti, leggete QUA

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Demoni - Lamberto Bava

In una non meglio identificata città tedesca, un gruppo di persone si ritrova all'interno di un cinema per una proiezione gratuita di un film.
La pellicola proiettata è un horror, che narra la storia di quattro giovani che ritrovano una maschera stregata sulla tomba di Nostradamus, maschera che, una volta indossata, trasferisce sull'indossatore poteri demoniaci trasformandolo in un mostro a metà tra un demone e uno zombie.
Il bello è che prima della proiezione, una ragazza ha indossato una maschera mooooolto simile (leggasi: IDENTICA) a quella mostrata nel film. Tramutatasi anch'essa in un mostro, genererà il panico all'interno del cinema (dal quale è impossibile fuggire), morderà e graffierà le persone presenti e...le trasformerà tutte (o quasi) in esseri abominevoli e demoniaci assetati di sangue.

"Classico" B-Movie italiano, questo Demoni (acchiappato fortunosamente su Rai Movie) è un film che piacerà moltissimo agli appassionati di horror, di zombie e di esoterismo. Il ritmo è serratissimo dal primo all'ultimo minuto, e benchè ci siano un paio di momenti che fanno gridare al "WTF?" (su cui spicca "l'entrata in scena elicottero"), la pellicola è godevolissima e divertentissima.
 

Gli effetti speciali, tenendo conto del fatto che si tratta di un b-movie di metà degli anni '80 sono molto buoni, non mancano scene macabre e sanguinolente (pur non sfociando mai nello splatter e nella "pornografia sanguinaria" gratuita), e la colonna sonora - che comprende numerosi pezzi rock - contribuisce a tenere alti suspence e il ritmo narrativo.

Più che altro è interessante vedere come certi prodotti di un tempo, nonostante i mezzi limitati (per l'epoca) e una tecnica registica non proprio eccellente (di tanto in tanto ci sono degli "strappi" di scene evidentissimi) sapevano offrire buone (e onestissime) storie "di genere", piacevoli e coinvolgenti.

Utopia, con gli horror di oggi.

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Survival Vlog - Documento #3


Si ringrazia Matteo per la voce di questo documento... :D

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