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"Non aspettatevi troppo dalla fine del mondo" - La Genesi

Naturalmente, un manoscritto direbbe Umberto Eco.
Che nel mio caso, più che "manoscritto", si tratta di tre pagine scarse di un raccontino scritto chissà quando con una infinità di note vicino.
Note che, oltre a svelare quella che doveva essere il plot generale della storia, riportano per filo e per segno un numero piuttosto alto di dotte citazioni, assieme a una che mi ha colpito particolarmente di Stanislaw Jerzy Lec.
Non aspettatevi troppo dalla fine del mondo.
Per l'appunto.

Il racconto che ho trovato mi è piaciuto.
L'ho trovato "simpatico". Talmente simpatico che quelle note non sfruttate mi hanno fatto pietà e mi hanno indotto a pensare che non si potevano proprio ignorare.
Così, a tempo (molto) perso, ho cominciato a "lavoricchiare" a Non aspettatevi troppo dalla fine del Mondo.

Non vi dirò ancora di cosa parla (è troppo presto, ma il titolo non depone a suo favore in questo senso), nè chi saranno i suoi protagonisti.
Magari, qua e là, vi posterò qualche breve estratto (anche se questo potrebbe rovinare qualche sorpresa sui personaggi della storia).

Al momento, comunque, il racconto è più o meno a metà (un 10 mila parole circa).
Conto quindi di sfornare una "piccola novel" e darvela in pasto per farmi mandare a quel paese per fine agosto/inizio settembre.

Non prima.
Anche perchè il tempo è quello che è, sono estremamente lento nello scrivere, e non credo di saperlo fare così tanto bene.
Vi tengo aggiornati, comunque...

Sperando sia cosa gradita.

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Il Colosso Addormentato - Samuel Marolla

L'archeologo Fabio Angotti viene ingaggiato dai servizi segreti militari, e gli viene assegnata una missione che potrebbe ribaltare qualsiasi conoscenza in campo storico-archelogico.
Inviato in missione in Afghanistan presso il "Campo Polifemo", avrà il compito di studiare un gigante di pietra altro quasi 300 metri situato all'interno di una montagna, una figura talmente gigantesca e talmente imponente che non solo non sembra essere stata "scolpita" in alcun modo, ma che sembra essere più vecchia di qualunque civiltà umana.
Tra intrighi, sparatorie, talebani, illusioni, mostri, "inglobati" e il gigante che sta per risvegliarsi, Fabio si ritroverà all'interno di un incubo dal quale sembra impossibile risvegliarsi.

Di Samuel Marolla avevo già letto la superba raccolta di racconti Malarazza.
E così come Malarazza, questa novel - che potete acquistare sul sito dell'autore al prezzo di 1 euro - mi è piaciuta tantissimo.

Il ritmo della narrazione è estremamente serrato, i personaggi sono credibili, e si passa da quella che all'inizio può sembrare una spy story a sfondo storico-archeologica a un vero e proprio horror di prima categoria.
Gli "inglobati" della novel sono veramente raccapriccianti.
E fanno paura.

Ribadisco, costa solo 1 euro.
Il mio consiglio, se vi piace il genere, è di comprarlo.
Sia perchè il romanzo si fa letteralmente divorare, sia perchè l'autore è di quelli che meritano di essere letti.

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Falling Skies

Gli alieni arrivano.
Gli esseri umani pensano siano arrivati in pace e non li attaccano.
Gli alieni attaccano.
Il mondo "finisce".
I pochi umani sopravvissuti formano la "resistenza" e danno battaglia agli alieni.

I primi cinque minuti di questo telefilm prodotto da Spielberg e sceneggiato da gente che aveva scritto roba come Salvate il soldato Ryan mi aveva fatto ben sperare.
Eccolo! Il connubio perfetto tra Indipendence Day e Terminator!, avevo pensato entusiasta.

E invece no.

E' il connubio perfetto tra (il pessimo, a mio avviso) "La guerra dei Mondi" di Spielberghiana memoria (mai perdonero a Steven di aver seguito passo passo quei tre "sfigati" invece di raccontarci "la guerra dei Mondi" in puro stile Indipendence Day) e "The Walking Dead".
Con la discriminante che se The Walking Dead vive di suspance perchè non sai quello che capita, in questo Falling Skies la dinamica narrativa è di una lentezza esasperante.
Ed è noiosa.
Estremamente noiosa.

Come in The Walking Dead, dove gli zombie e la fine del mondo sono solo un pretesto per parlare di "noi" umani, anche Falling Skies vede nell'invasione aliena il pretesto per finire a parlare dell'umanità e dei suoi comportamenti nel momento in cui le convenzioni del vivere civile vengono meno.

Come già detto, però, non c'è suspance. Anzi, quelli che dovrebbero essere i colpi di scena sono assai telefonati. Gli alieni, poi, sanno troppo di "mostro" già visto.
Senza contare il fatto che i vertici delle forze armate (che convivono assieme ai civili) sono talmente idioti che devono essere imbeccati dalle dritte di un "bandito post-apocalittico" per capire come rallentare un alieno e ucciderlo.

La serie ha comunque delle potenzialità. Potenzialità non sfruttate nelle prime due ore di spettacolo offerte dal pilot.
Il protagonista principale, un ex-professore di storia "prestato" alle forze armate ribelli ha tutto quello per far "divertire" lo spettatore: il suo background di studioso gli permette di elaborare piani tattico-strategici da impiegare contro quello che sembra un nemico imbattibile, attingendo dagli esempi storici e dalle battaglie che conosce alla perfezione.
Spero che questa "conoscenza" venga messa in pratica.
Ma non ne sono molto convinto...

Per il momento, concedo il beneficio del dubbio a questa serie, mi scarico la terza puntata, e in mancanza di nulla - siamo in estate - me la guardo lo stesso. E' sicuramente una serie di quelle da vedere a cervello spento, la sera quando si è stanchi.

Al massimo, posso ripiegare sempre sulla quinta e sulla sesta stagione di Doctor Who che sto pian piano recuperando...

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Billy Bat - Naoki Urasawa

1949, Stati Uniti.
Kevin Yamagata è un fumettista americano di successo.
Figlio di emigranti giapponesi, la sua strip "Billy Bat" (un fumetto a metà tra il noir, il giallo e il thriller dove il protagonista è un pipistrello che svolge il mestiere di detective privato) viene letta e apprezzata da milioni di persone. Fino a quando un poliziotto, scoprendo che Kevin è l'autore del celeberrimo  "Billy Bat", gli rivela che in Giappone esiste un "manga" praticamente identico.
Che Billy Bat sia un plagio, dunque?
A Kevin non rimane altro che andare in Giappone e indagare.
Si troverà immischiato in un vortice di misteri, assassini, fughe rocambolesche e personaggi più o meno loschi che hanno tutti a che fare con questo "misterioso" disegno che ritrare un pipistrello.
Lo stesso pipistrello che Kevin ha inconsciamente copiato quando, durante la seconda guerra mondiale, era di stanza in Giappone e l'aveva visto disegnato su una colonna...
Lo stesso pipistrello che è il protagonista del manga visto da quel poliziotto...
Lo stesso pipistrello che appare su degli antichi e importantissimi documenti risalenti all'epoca Tokugawa...
Lo stesso pipistrello che, vent'anni dopo, i primi uomini sulla luna troveranno disegnato sul suolo lunare...

Naoki Urasawa, per quanto mi riguarda, è il miglior artista del panorama fumettistico nipponico.
Le sue storie, sempre intriganti, sempre sopra le righe, mai banali e sempre coinvolgenti, sono talmente intricate, complete e complesse che, come ho già scritto, non sfigurerebbero se fossero "romanzi" e non manga.

Billy Bat non fa eccezione.
Anzi, rappresenta un passo in avanti nell'opera di Urasawa.
In genere sin da subito, pur mescolando le carte, Urasawa era solito mettere in chiaro su quali binari si sarebbe mossa la storia, dando un'idea "generale" del plot e degli antagonisti.
Penso all'Amico per 20th Century Boys, a Pluto in Pluto, all'assassino in Monster.
In Billy Bat, invece, non avviene nulla di tutto ciò.
Il primo volume non dà indicazioni di sorta.
Buio totale.

E il bello è che rispetto a un volume "classico" di Urasawa, che richiede sempre un certo impegno, ho trovato questo numero 1 di Billy Bat decisamente molto più scorrevole dei suoi predecessori.

Da acquistare senza indugio.

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Il Viagra della Mente barcolla...ma non molla!

Tra lavoro, impegni e altri millemila fatti sto avendo pochissimo tempo per aggiornare Il Viagra della Mente.
E me ne dispiace.
Ho una lista di almeno una ventina di post di cose di cui vorrei parlarvi: libri e fumetti letti, film e telefilm visti, pensieri sparsi e falli vari.

Non ho avuto nemmeno il tempo per registrare il quarto Fun Books e un Tag sui libri che non mi dispiaceva fare (se riesco, lunedì...)!

E poi c'è "Non aspettatevi troppo dalla fine del Mondo".
Che cos'è? Oltre ad essere un aforisma piuttosto famoso?
E' una cosuccia che mi sta impegnando la sera, durante il tempo libero.
Ma magari ve ne parlo con calma la prossima settimana.
Un po' di pazienza.

Il Viagra della Mente barcolla...ma non molla!

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La foto della Settimana: Disagi

Questa è una foto che come al solito ho scattato personalmente qualche giorno fa (testimone la pessima qualità della fotocamera del cellulare), e che fa il paio con quest'altro post (che a sua volta era una foto della settimana). Quindi rileggetevi quel post, per capire appieno questa perla metropolitana...
Perchè in queste piccole cose, noi napoletani siamo insuperabili...

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San Luigi De Magistris...(lav)ora pro nobis!

A parte l'infelice uscita (ripulirò Napoli in 5 giorni) che poteva tranquillamente risparmiarsi, credo che sia ancora prestissimo per dare addosso a Luigi De Magistris come invece da qualche giorno a questa parte stanno facendo stampa, tv e persone.

Sembra che sia in atto una campagna mediatica atta a screditare il sindaco di Napoli perchè "ancora non ha fatto nulla".

I giornalisti di questa o quella testata giornalistica sono impietosi nei confronti di De Magistris, reo di lasciare senza risoluzione il problema di rifiuti e di aver deluso chi l'ha votato.

Io dico: tenendo conto che sono quasi 20 anni che a Napoli c'è questa "emergenza" monnezzara;
che la gente è quella che è (perchè è pure colpa della gente se Napoli è una monnezza di città, dato che non passa giorno che non veda qualcuno gettare la "famigerata" carta sporca non nel cestino dell'immondizia, ma a terra);
che i mezzi sono pochi e insufficienti;
ma soprattutto, che De Magistris se è una settimana che ha presentato la giunta e che giovedì scorso ha approvato il piano di potenziamento della differenziata...

Ma gli vogliamo dare il tempo di organizzarsi un attimino oppure no, prima di sparargli addosso?

Anche perchè, per far funzionare come si deve un ciclo completo di rifiuti che miri alla raccolta differenziata su TUTTA Napoli, almeno un paio di anni buoni ci vorranno...

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Non aspettatevi troppo dalla fine del Mondo

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Folklore?

Ho guardato giusto 5 minuti la diretta (la diretta) di Pontida.
Il raduno annuale della Lega Nord, insomma.
E mi è salito il "classico" brivido gelido lungo la schiena.

Lo chiamano "folklore": io ci vedo il peggior populismo condito non dalla "peggiore Italia", ma dalla più "stupida".
Perchè continuare, non dico ad applaudire, ma solo ad ascoltare uno che da 26 anni ripete come un disco rotto "secessione" e "Roma ladrona", ed è il primo che ci guadagna dall'Italia unita tenendo il culo incollato alla poltrona ladrona di Roma, non ha prezzo.

Errare è umano, perseverare diabolico.

E non so voi, ma io nella Lega, in potenza, ci vedo tutto quello che un tempo è stato il partito nazional-socialista.

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Zack e Miri amore...a primo sesso (Zack and Miri make a porno) - Kevin Smith

Amici da sempre, Zack e Miri dividono casa, bollette, affitto.
Tutto.
Il problema è che Zack e Miri sono eternamente senza soldi, e i pochi che guadagnano li spendono per lo più per sciocchezze. Tirano a campare, insomma.
Fino a quando non si trovano sommersi di debiti, con gas, luce e acqua staccati.
Il tutto in pieno inverno.

Come fare, allora, per pagare debiti e bollette?
Semplice: ideare, scrivere, dirigere un porno e approfittare dell'appena passata riunione quindicinale tra studenti per vendere proprio a loro il materiale a 20$.
Soldi abbastanza facili, secondo Zack.
Perchè se sei stato amico o compagno di scuola di qualcuno, se di quel "qualcuno" esiste un video hard, sicuramente vorrai vederlo...

Lasciando da parte l'abominevole titolo dato qui in Italia, lasciando da parte il fatto che ci sono voluti 3 anni (3 anni) per vedere il nuovo (ormai vecchio) film di Kevin Smith, c'è da dire che questa pellicola è estremamente godibile e godevole.

Come al solito c'è tutto il cinema di Kevin Smith: dai classici "clerks", ai dialoghi veloci e taglienti, dalle citazioni argute su questo o quel film - dove comunque Guerre Stellari la fa da padrone -, a parolacce e scambi di battuta pieni di insulti e parolacce.

E c'è anche un pizzico di autobiografia "smithiana"; così come Smith, per girare e produrre l'ormai mitico e mitologico "Clerks" utilizzò come set il negozio in cui lavorava (e girando di notte), Zack utilizza come set il bar in cui lavora girando anch'egli di notte.

Da guardare.

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