Tra un colloquio di lavoro e l’altro la scorsa settimana ho partecipato all’allestimento di una celebrazione.
Assieme ad un nugolo di omaccioni prestanti e sudaticci che trasportavano quintali di roba ho fatto servizio catering, preparando una hall immensa e agghindandola per l’evento.
Dalla sistemazione delle bevande all’apparecchiamento delle tavole con colori sgargianti, passando per la collocazione dei fiori, della sala bar, fino all’allestimento di un palco per il dj, con tanto di maxischermi e luci stile “discoteca”.
Mentre preparavamo questo popò di roba, e vedendo l’aria gioiosa e festosa di questa hall gigantesca (che fa parte dell’ala nord di un’immensa biblioteca), ho domandato a uno dei mandatari: “Scusa, di chi è il compleanno?”
“Non è un compleanno”, mi risponde lui con aria molto contrita – e pure un po’ imbarazzata -: “E’ un funerale…”
Continua a farti del male...
Assieme ad un nugolo di omaccioni prestanti e sudaticci che trasportavano quintali di roba ho fatto servizio catering, preparando una hall immensa e agghindandola per l’evento.
Dalla sistemazione delle bevande all’apparecchiamento delle tavole con colori sgargianti, passando per la collocazione dei fiori, della sala bar, fino all’allestimento di un palco per il dj, con tanto di maxischermi e luci stile “discoteca”.
Mentre preparavamo questo popò di roba, e vedendo l’aria gioiosa e festosa di questa hall gigantesca (che fa parte dell’ala nord di un’immensa biblioteca), ho domandato a uno dei mandatari: “Scusa, di chi è il compleanno?”
“Non è un compleanno”, mi risponde lui con aria molto contrita – e pure un po’ imbarazzata -: “E’ un funerale…”
